Il MAEC occupa Palazzo Casali, nel cuore di Cortona, e racconta la città lungo un arco di tempo vastissimo. La visita attraversa archeologia, storia dell’Accademia Etrusca, pittura e arte moderna, mostrando come Cortona abbia continuato a interrogare e custodire il proprio passato.
La Tabula Cortonensis e il lampadario etrusco
Tra i reperti più noti figurano la Tabula Cortonensis, uno dei testi etruschi più lunghi conosciuti, e il grande lampadario bronzeo del IV secolo a.C. La fibula d’oro, i corredi e gli oggetti provenienti dal territorio avvicinano alla vita, ai riti e alla raffinatezza di una civiltà che ha lasciato un’impronta decisiva sulla valle.
Da Signorelli a Gino Severini
Il percorso non si ferma all’antichità. Opere di Luca Signorelli, testimonianze settecentesche e lavori di Gino Severini accompagnano verso la Cortona moderna. È proprio questa continuità a rendere il MAEC speciale: il museo non presenta una città cristallizzata, ma un luogo che ha saputo rileggere se stesso attraverso i secoli.